Foto di gruppo, alla M77 Gallery…

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Ogni tanto è bene mostrare non solo le opere ma anche chi le fa. Così, perché in fondo     non ci sarebbero le opere se non ci fossero gli autori, no? Considerando la vita come opera, l’autore come opera, più grande di quelle che fa con le proprie mani.                         In questa foto,  un’onda dal Salento a Milano, col mio amico Fabio Novembre, Luca ed Ercole Pignatelli e il gallerista Giuseppe Lezzi, nella sua M77 Gallery

y adelante! Avanti! En marche!

Poesia IMPOSSIBILE dictu. Opera da performance. Su testo “Leggenda” di Carmelo Bene:

Orodè Deoro. Poesia impossibile dictu. cm 70x170. 2014 (bx)

Poesia impossibile dictu. Carta di cm 70×170. 2014

Opera realizzata dal vivo nella performance per sola voce e pittura, realizzata allo ZEI Spazio Sociale di Lecce, il 13 novembre 2014, con l’attore Simone Franco e il poeta Simone Giorgino. Testo: “Leggenda“, poema inedito di Carmelo Bene

… di seguito due momenti, da solo e con i miei compagni di viaggio:

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Mosaico contemporaneo: Ritratto: Il fiore bianco. Ceramica ritagliata a mano e stucco su pannello. cm 50×60

Il fiore bianco. Cm 50x60. 2014 (bx)

Questi i risultati in termini di ritratto, oggi, con la ceramica ritagliata a mano ed il mio disegno:

Il fiore bianco. Ceramica ritagliata a mano e stucco su pannello. cm 50×60. 2014

Il fiore bianco. part1 (bx)

Il fiore bianco. part2 (bx)

Triennale Design Museum. Neoprimitivismo. Testo critico. Mio trittico.

Qui di seguito la copertina del prezioso catalogo- edito Corraini e col progetto grafico di Italo Lupi- della Triennale Design Museum, aperta fino al 22 febbraio 2015. Tra le tante opere- circa 600- che fanno la storia del design italiano degli ultimi 80 anni, secondo la curatela di Beppe Finessi, anche il mio trittico in ceramica ritagliata a mano, “Autoritratto mentre creo. Il mio atelier”, di metri complessivi 2,5×1. Opera realizzata ad inizio del 2014, è disposta a chiusura del percorso voluto da Finessi, nella sezione “Neoprimitivismo“.

Di seguito una brevissima presentazione di Beppe Finessi, una foto con alcune delle opere esposte tra cui il mio trittico, appeso in alto sulla sinistra, ed infine il testo critico con cui nel catalogo si presenta la sezione “Neoprimitivismo”
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“Progettare ai tempi delle crisi economiche sembra essere una condizione particolarmente favorevole allo stimolo della creatività. Certo, da sempre “la necessità è la madre dell’invenzione”, e facendo “di necessità virtù” sono spesso nati progetti realmente innovativi. Anche nel nostro paese, anche per il Design Italiano.
Così questa edizione del Triennale Design Museum prova a indagare una nuova possibile storia, quella che va dalla metà degli anni Trenta, quelli dell’Autarchia, attraversa la crisi petrolifera del 1973, gli anni dell’Austerità, e arriva alle difficoltà globali dei nostri giorni, e alle risposte possibili che passano anche attraverso l’Autoproduzione.” (Beppe Finessi)

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NEOPRIMITIVISMO: Nei momenti di “crisi” bisogna imparare a scegliere, o lanciandosi in utopie futuristiche, oppure ripartendo da sé, dalle proprie origini “concrete”. E il guardarsi dentro, il più indietro possibile, riporta agli albori, a quei pensieri primitivi e alle opere primigenie che sono state le scintille per l’avanzamento della tecnica e delle arti. Così oggi, nel design contemporaneo, sembra stia nascendo una nuova “generazione” di autori (non necessariamente legata all’anagrafe) che usando tecniche semplici e materiali non preziosi, e soprattutto un linguaggio povero, chiaro e onesto, realizza opere e oggetti spesso autoprodotti, dedicati ai gesti “primari”, quasi una ricerca alle origini dell’atto progettuale. (…) Allora, come dicevano di sé i Futuristi in uno dei loro “manifesti”, saranno questi designer “i Primitivi di una nuova sensibilità completamente trasformata?”

Il MAR, Museo d’Arte della Città di Ravenna acquisisce la mia opera:

È con grande gioia che do questa notizia. Non posso che esserne onorato!

Il MAR, Museo d’Arte della Città di Ravenna, acquisisce la mia opera “En marche! En marche!”, dopo essere stata esposta fino al 9 novembre nelle sue sale, nella preziosa collettiva “Eccentrico Musivo. Young artists and mosaic”, a cura di Linda Kniffitz e Daniele Torcellini.

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(En marche! En marche! Ceramica ritagliata a mano e stucco su pannello. cm 40×40. 2014)

Per capire il motivo della mia gioia, c’è da leggere la storia della collezione di mosaici a cui si aggiunge la mia opera.

“La collezione dei Mosaici Moderni, allestita al piano terra il Museo d’Arte della Città – Loggetta Lombardesca, è frutto di un’iniziativa brillante del professor Giuseppe Bovini, docente di Archeologia Cristiana presso l’Università di Bologna, che voleva valorizzare la raffinata tecnica dei mosaicisti ravennati, applicandola all’arte contemporanea.

Già nel 1951 Bovini aveva convinto il Gruppo Mosaicisti dell’Accademia di Ravenna (secondo Severini i maestri mosaicisti migliori in Italia), a riproporre, a grandezza naturale, alcuni particolari dei famosi mosaici bizantini delle basiliche ravennati. Questi sono stati portati nelle principali capitali d’Europa, con una mostra itinerante, allo scopo di divulgare l’arte musiva ravennate.

Vista la felice esperienza, Bovini decise di contattare i migliori artisti fra i contemporanei, perché creassero bozzetti di opere da realizzarsi a mosaico: un connubio fra arte della pittura e arte del mosaico in cui venissero rispettate le peculiarità di quest’ultima. L’iniziativa fu realizzata grazie ad alcuni enti cittadini fra cui il Rotary club di Ravenna, la Camera di Commercio, l’Amministrazione Provinciale di Ravenna, che sono tuttora enti proprietari.

La scelta dei candidati fu fatta con la collaborazione di Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli e comprese esponenti di diverse correnti artistiche: Afro, Santomaso, Corpora, Moreni, Vedova, Birolli, Cagli, Campigli, Capogrossi, Cassinari, Deluigi, Gentilini, Guttuso, Mirko, Paulucci, Saetti, Reggiani e fra gli stranieri Chagall, Sandquist e Mathieu.

I maestri mosaicisti che realizzarono i bozzetti furono: Cicognani, Medici, Molducci, Morigi, Musiani, Papa, Rocchi, Signorini, tutti della Bottega del mosaico diretta da Giuseppe Salietti. Mathieu e Deluigi scavalcarono la fase preparatoria del cartone realizzando personalmente il mosaico con l’aiuto di alcuni mosaicisti del gruppo.

La “Mostra dei Mosaici Moderni”, fu inaugurata il 7 giugno 1959, e resta, per la grande qualità delle opere e per il prestigio degli autori, una fra le più illustri testimonianze della produzione artistica della seconda metà del Novecento. Costituisce un fondamentale esperimento del possibile connubio tra i linguaggi dell’arte contemporanea e le soluzioni espressive del mosaico.

La raccolta dimostra anche l’attualità delle opere musive autonome, affrancate dalla tradizionale destinazione architettonica, permettendo un rapporto più diretto con la suggestione cromatica e tattile delle tessere.”

Qui di seguito alcune delle tantissime opere della collezione:

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(Balthus, Chambre turque, 1994-95)

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(Mimmo Paladino, Vanità, 1988)

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(Marc Chagall/Antonio Rocchi, Senza titolo, 1951-59)

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(Luigi Ontani, Gani Made Au Reoboro, 2003)

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(Renato Guttuso/Romolo Papa, Senza titolo, 1951-59)

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(Michelangelo Antonioni/Alessandra Caparra, Silvana Costa, Le montagne incantate, 1997)

Mosaico contemporaneo. Ritratto, Work in progress…

Mosaico. orodè Deoro. Work in progress 2014

RITRATTO

Work in progress…

Ceramic mosaic on panel. cm 50×60. 2014

CARMELO BENE: POESIA IMPOSSIBILE DICTU. Performance per voce e pittura. a Lecce

Orodè Deoro. Carmelo Bene Leggenda

Variazioni per voce e pittura da “Leggenda” (testo poetico inedito di Carmelo Bene):

Prove aperte!!!

Con il poeta Simone Giorgino e l’attore Simone Franco.

… un’occasione anche per festeggiare la pubblicazione de “L’ultimo trovatore. Le opere letterarie di Carmelo Bene“, di Simone Giorgino, (Milella Editore)

Giovedi 13 Novembre, allo ZEI Spazio Sociale. Lecce,

Corte dei Chiaromonte, 2. Ore 22…

qui di seguito un ricordo, noi tre con Maria Luisa Bene, circa quattro anni fa, tanto per restare in famiglia: POESIA IMPOSSIBILE DICTU:

il Paese Nuovo, 21 aprile 2010. A casa di Carmelo Bene, con sua sorella Maria Luisa